testo su Janis Joplin

24 luglio 2008

sto scrivendo un testo su janis joplin, ed è con grande passione e felicità che ritorno sul suo repertorio e sulla sua storia. probabilmente è stata la cantante bianca più blues di tutti tempi, devastante e incantevole nelle sue interpretazioni.

esco dall’ufficio abbastanza presto. avverto schiappi, e dopo aver fatto una passeggiata in centro coinvolgiamo emanuele ed elena in un bagno di gelato; parliamo delle modifiche sul font e sull’interlinea che dovranno essere adottate dal prossimo numero de IL TURISMO CULTURALE.

JANIS INTERVIEW

http://www.youtube.com/watch?v=Hpi-AwToysg&feature=related

l’idea è quella di offrire a tutti i lettori & abbonati di JAZZIT un super sconto sull’acquisto del catalogo SIENA JAZZ EYE, testo che corre parallelo alla mostra di copertine di vinile jazz organizzata all’interno del complesso museale di S.Maria della Scala a Siena (21 giugno / 14 settembre 2008).
ho incontrato valerio manfrinati, e c’è stato subito una buona sintonia.
l’obiettivo è quello di ampliare la gamma di convenzioni tra label / festival / editori / jazz club e JAZZIT, per rafforzare sempre più il senso di comunità.

Ho visto – “THE KILLING – Stanley Kubrick (1956)”

mattinata di lavoro e poi incotnro con Luciana Iannaco, per definire i punti di produzione del prossimo volume edito dalla VANNI EDITORE. Sarà il primo di storia dell’arte, dedicato ad Antonio Canova e al suo rapporto con l’Umbria, e nello specifico a San Gemini.
Uscirà fuori un bel testo, scientifico più che divulgativo.
tra poco chiudo la spina e fuggo a casa.
Dopo cena, sarà la volta de “Il grande Lebowski”, film dei fratelli Coen uscito nel 1998.

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dopo una breve visita ad un’amica, iscritta al corso di organizzazione eventi nel 2007, partiamo per Mantova, scegliendo un tragitto alternativo all’autostrada, quello che tra risaie e campi di grano attraversano Lodi, Crema e Cremona, dove ci fermiamo per un pranzo rapido a ridosso dello splendido Duomo, luogo d’incontro di decine di stili, barocchi, romanici, rinascimentali e gotici su tutto. La giornata è calda, ma sopportabile. Una breve passeggiata del centro storico ci porta nelle botteghe di liutai e di alimentari, nei suoi vicoli ben tenuti e raccolti.
Riprendiamo il passo e arriviamo a Mantova nel primo pomeriggio, giusto il tempo per prendere posto nel B&B, fare una passeggiata nel centro storico ed entrare a Palazzo Ducale. L’impatto con la Camera degli sposi dipinta dal Mantegna è folgorante. Avevo visto due anni fa circa la mostra organizzata a Padova nell’anniversario della sua morte e ci tenevo a chiudere il cerchio. Se la Cappella degli Ovetari, distrutta dai bombardamenti aerei del 1944, mostra una ricostruzione virtuale peraltro eccellente dell’intero ciclo pittorico del Mantegna, nella Camera degli Sposi – o Camera Picta – è leggibile tutta la sua folgorante tecnica e capacità espressiva.
La committenza dei Gonzaga volle un vero e proprio ritratto di famiglia, con Ludovico II, la moglie Barbara di Bandeburgo e Federico I attorniati da familiari, dal cane Rubino, dalla nana di corte e da Vittorino da Feltre, maestro di corte. Il ciclo è raccolto in una stanza di dimensioni ridotte, compiuto in nove anni, dal 1465 al 1474. Lo sguardo sulla volta, con la balconata fitta di putti e fanciulle, toglie il fiato.

nel 1999, a Firenze, il concerto di TOM WAITS fu autentica folgorazione. ragionandoci su, è stata l’esperienza musicale più forte della mia vita. con queste premesse, si può capire come e quanto ho atteso il tris di concerti a Milano. rivedo stefania fumo, resp. produzione dei Pomeriggi Musicali, tra Arcimboldi e Dal Verme, ed è stato un grande piacere.
arrivo al concerto dopo una giornata a passeggio nel centro di Milano con Flavio Caprera e Monica; è passato un anno circa dal nostro ultimo incontro ed è stato un grande piacere ritrovarsi a parlare di letteratura e musica, su tutto.
metro e tram mi portano al teatro arcimboldi, e a tom waits. mi torna difficile accettarlo, ma sono rimasto un pò deluso. mi è mancato qualcosa, forse per il peso del ricordo della precedente esibizione fiorentina. partiamo dalla sua voce, dannatamente rotta e spezzata, a stento in grado di modularsi e rendrsi flessibile. a turbarmi di più è stata la resa musicale sul palco, la qualità della musica prodotta da una band che aveva all’interno i suoi due figli, non proprio all’altezza della situazione. insomma, è sembrata mancare la personalità, quell’infinito ganglio di incursioni musicali, suoni e rumori che fanno della musica di tom waits un vero e proprio miracolo artistico. non ultimo, il volume in sala, a mio avviso troppo educatamente basso, per musica da camera.

ALCUNI FILMATI di TOM WAITS A MILANO

partenza per milano, in mattinata, per un appuntamento di lavoro. E poi, verso i navigli, vicino all’albergo CA’ BIANCA, dove alloggeremo oggi e domani. ceniamo in un ristorante patafisico, L’ISOLA FIORITA, in via ripa di porta ticinese. Bruschette, Tris di primo (risotto e gnocchi), Vino, Caffé e Liquori a 20 euro, in un ambiente retrò invaso da radio d’epoca, vhs e libri usati.
Rivedo con enorme piacere Marco Lancia, dopo mesi

lavoro e cazzeggio

17 luglio 2008

giornata dedicata al riordino di idee.
mi sto preparando ad un bel fine settimana tra Milano (mostra di Francis Bacon, la Galleria Brera e il concerto di TOM WAITS) e Mantova.
Ho ascoltato un pò di buona musica, come l’ultimo di Dave Douglas, a cui dedicheremo la prossima cover story di JAZZIT

consiglio d’ascolto: Eva Cassidy -

http://it.youtube.com/watch?v=y7WqzE7g6kQ&feature=related

diciamo che il mood …

16 luglio 2008

… migliora. Arriveranno giorni migliori, me lo dico, ma è giusto che sia così. Stasera sarò solo soletto, probabilmente mi prenderò un bicchiere di vino con ilaria, per chiudere alcune riflessioni attorno al festival. La giornata lavorativa non decolla, ed è colpa mia. Continuo a sentirmi ingessato.
Torniamo alle cose serie; il timone giornalistico relativo a IL TURISMO CULTURALE di set/ott è chiuso. L’ultima uscita non ci ha convinto completamente ed il prossimo numero dovrà per forza di cose essere più completo. E complesso.
Per JAZZIT le cose stanno diversamente. La rivista c’è; occorre iniziare a programmare l’annuario di fine anno.

la giornata è passata con quel pizzico di fastidio e di melanconica tristezza che mi è caduta addosso negli ultimi giorni.
chiudo la questione Guida alla Musica in Italia, inviando a Gigio, Claudio e Stefffy quanto necessitano per preparasi ad affrontare il lavoro d’aggiornamento.

intorno alle 18 fuggo a roma. serata valenciana dalla sig.ra Lilia Morabito, moglie del famoso regista televisivo. è stata l’occasione per ritrovare lorenza molteni e conoscere il fondatore di NOTE IN VIAGGIO, agenzia che collaborara da anni con IL TURISMO CULTURALE e che organizza visite turistiche in abbonamento a grandi eventi concertistici; la Turandot a Valencia diretta da Zubin Mehta, è stata un loro gradito omaggio.

Guardate un pò

http://it.youtube.com/watch?v=jc3ZAs17uAg&NR=1

http://it.youtube.com/watch?v=PCkT4K-hppE&feature=related

sono giorni terribili, questi. sento la stanchezza infinita di otto mesi di lavoro incessante. vorrei andare a vedere Bill Frisell a Perugia per UJ, ma salterò. non sono nelle condizioni giuste per star bene, vedere persone e sorridere.
saranno due mesi bastardi quelli di luglio/agosto, da sempre terreno di analisi dei risultati raggiunti, sintesi delle attività svolte ed occasione di riflettere sull’anno che verrà; prendere quelle decisioni strategiche su risorse umane e attività necessarie a crescere.
piccolo salto indietro, o in avanti. nel pomeriggio mi vedo con gjom e greca per fare il punto sulla situazione delle riprese prodotte durante il Grand Tour Jazz Fest.
piccoli frammenti sono visibili nella sezione blig del fest, cliccando prima su “Leggi Tutto” e poi su “Video”:

http://www.grandtourjazzfest.com/index.php?option=com_content&task=blogsection&id=4&Itemid=9

ho in mente di realizzare un libro antologico + cdrom per il nostro decennale di attività organizzativa per marzo 2009; ho chiesto loro di iniziare a pensare ad un vero e proprio film documentario che rappresenti al meglio l’idea che sta alla base del festival e delle iniziative ad esso legato.
cenetta a casa con schiappi (pasta fredda/carpaccio/insalata) e ascolto di Bill Evans e Michael Blake con Antonio. parliamo del più e del meno. mi butto sul letto non proprio risolto; tra il triste ed il preoccupato.