note alla presentazione del festival
18 Giugno 2008
questo è la presentazione scritta per l’edizione 2008 del GRAND TOUR JAZZ FEST, testo che andrà nello speciale che sarà pubbicato all’interno del Corriere dell’Umbria.
Nelle ultime righe ho cercato di essere chiaro il più possibile:
“Il Grand Tour è un fenomeno culturale tipicamente settecentesco, viaggio di istruzione e di formazione, ma anche di divertimento, di svago e di avventura. Proprio perché ultima tappa di avvicinamento verso Roma, l’Umbria fu terra di transito e meta vissuta da innumerevoli illustri ospiti tra cui Galileo Galilei, Vittorio Alfieri, Goethe, Corot e Lord Byron.
Da qui l’idea è quella di costruire un festival attraverso il quale ripercorrere strade e sentieri dell’Umbria, abbracciando i luoghi di più alto fascino artistico e paesaggistico della provincia di Terni e Perugia con lo stesso spirito dei viaggiatori del Grand Tour, riscoprendo il fascino anche delle vie secondarie, quelle meno battute ma altrettanto incantevoli.
Dal punto di vista musicale, grazie all’aggiornamento che viene dal pubblicare la rivista specializzata JAZZIT, abbiamo costruito un programma artistico trasversale, di grande interesse perché composto con alcuni tra i più significativi protagonisti della scena contemporanea; a tal proposito ci tengo a ricordare la collaborazione attivata con la New York University, fondata in 1831, tra le più prestigiose università private del mondo, protagonista del nostro cartellone con la sua big band nel concerto alla Cascata delle Marmore.
Ciò a cui teniamo particolarmente, oltre all’eccellenza del cast artistico, è far dialogare la musica con le località che la ospitano, scenari scelti accuratamente per il grande fascino storico e paesaggistico rappresentato, luoghi come la Cascata delle Marmore (Marmore / TR ), l’ Abbazia di San Pietro in Valle (Ferentillo / TR), l’ Anfiteatro Romano Fausto (Terni), il Parco della Fonte (San Gemini / TR), il Chiostro Boccarini (Amelia / TR) e la Chiesa Museo di San Francesco (Montefalco / PG).
Credetemi; circondare di note ambienti come questi è un vero e proprio privilegio, ma ci costringe ad un profondo e meticoloso lavoro che ho la fortuna di condividere con mio fratello Antonio e la sua società Uburé, specializzata in allestimenti di mostre d’arte e spettacolo.
Quest’anno, poi, abbiamo cercato di arricchire ogni singola serata con degustazioni eno-gastronomiche in collaborazione con l’A.I.S. Umbria, occasione di confronto tra i grandi vini italiani (Franciacorta, Colli Amerini, Nero D’Avola, Nobile di Montepulciano, Sagrantino di Montefalco, Barolo e Barbaresco, Amarone) e le specialità umbre rappresentate dai salumi Cassetta, abbinamenti coordinati da Sandro Camilli, quanto mai prezioso. Anche su questo versante abbiamo lavorato sui dettagli, certi di garantire il massimo servizio fosse solo per rendere omaggio a tutti quei consorzi e produttori che arriveranno nella nostra regione per promuoversi tra i nostri appassionati.
Una manifestazione oramai matura, capace di raccogliere un gruppo di stagisti di almeno 100 unità provenienti da tutta Italia e di attirare grandi sponsor nazionali quali ENDESA ITALIA, BANCA POPOLARE DI BARI e SANGEMINI SPA, a cui va il nostro ringraziamento al pari delle istituzioni locali.
Ciò che vi proponiamo con quest’edizione del GRAND TOUR JAZZ FEST viene da lontano, una sintesi d’esperienza organizzativa che parte dal 1999, quando abbiamo mosso i primi passi con la rassegna TERNI IN JAZZ e con le nostre pubblicazione, JAZZIT e IL TURISMO CULTURALE.
Questa è la nostra idea di festival, senza spettacoli di piazza e artisti dalla popolarità stagionale, da cassetta, perché il nostro più intimo desiderio è quello di offrirvi un’esperienza indimenticabile più che una semplice lista di concerti, una manifestazione che contenga un senso. La nostra vuole essere una testimonianza di operatori culturali sensibili anche alla promozione turistica, perché crediamo che più dei numeri, sia importante ragionare attorno alla qualità dei numeri; almeno in una regione come la nostra.
buona musica e buon viaggio,
luciano vanni
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