Berlusconi / Bossi / Mussolini / Fini - che amarezza.
14 aprile 2008
sono incazzato più che deluso. mi girano i coglioni. provo un senso di nausea. i risultati elettorali fotografano un’Italia che non mi appartiene, in cui non mi ci ritrovo. Assistere al trionfo di Berlusconi, Bossi, Mussolini e Fini mi irrita.
Ho letto che queste elezioni possono essere viste come l’inaugurazione della seconda repubblica ed in effetti lo scenario è del tutto nuovo. nuovi erano i soggetti in competizione - tra PDL, PD, Arcobaleno e Destra - e nuovo è lo scenario parlamentare che non trova più rappresentati quei partiti che hanno scritto la nostra costituzione, cattolici, socialisti e comunisti.
Mi sono sbagliato. Pensavo che l’italietta fosse cattolica, conservatrice e fascistoide. La sopravvalutavo. Questo paese è piazzistica, populista, corrotto e indecente, senza la consapevolezza del bene comune. Ha vinto la destra populista e non quella cattolica e fascista, ridotta ai minimi termini; hanno vinto Berlusconi, il motore ispiratore dell’antipolitica corrotta, Bossi, portavoce dell’egoismo e della xebofobia massimalista e la Mussolini, il cui cognome rimanda alle pagine più vergognose della nostra storia.
Sono loro la maggioranza e sono loro i valori espressi della maggioranza degli italiani.
E non è più una vittoria polarizzata al nord, ma anche al sud, con Sicilia, Campania, Puglia, Calabria e Lazio. Oramai è la sensibilità di sinistra ad essere “territoriale”, in riserva tra Marche, Toscana, Emilia e Umbria.
Onestamente dopo aver visto lo psiconano con il megafono in piazza a creare un partito, senza conoscerne neppure il nome, e dopo aver visto quei vergognosi manifesti elettorali della Lega con gli indiani, pensavo fosse tutto più semplice.
Siamo l’italietta dei manager come Luca Luciani, manager Telecom iperpagato, che per esaltare la crew del suo gruppo li richiama a seguire l’esempio di NAPOLETONE, che secondo lui a Waterloo fece un capolavoro; mia nipote, a cinque anni, sa che quella pagina di storia è ricordata come una delle più grandi disfatte che si ricordi.
Come la giornata di oggi.
e bravi noi: coraggio, il meglio è passato!
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