Nel bunker di liperini e poi Firenze e Valdarno prima del ritorno in redazione. Domani, Eugenio Scalfari!
31 gennaio 2008
ho attraversato la toscana, tagliandola sotto una piogia battente. La mattinata si è aperta con una colazione Con Mauro Liperini nel delizioso HOTEL AL TEATRO di Pisa, adiacente al Teatro Goldon. Mario è persona davvero speciale, tra i più grandi appassionati di jazz che abbia mai conosciuto; collezionista di vinile, esperto, viaggiatore e umanista, cantastorie e grand’oratore. Ho sempre sentito parlare del suo bunker jazz, la cantina che lui stesso ha provveduto a scavare sotto l’appartamento. Credetemi, tutto vero! Quello che ho visto è stato francamente inimmaginabile, fuori da qualsiasi proiezioni di fantasia. Si entra in questa cantina da una piccola botola che costringe a mosse delicate; e poi si apre uno spazio di almeno 100m2 interamente ricoperto di vinile, fotografie, poster, ritagni di giornali, riviste e autografi (chet baker, james moody, gianni basso …); i cd sono pochi, i dvd invisibili. l’inverosimile diventa umano quando si scopre che quest’ambiente è vissuto, eternamente vissuto, non solo da mario ma da amici appasisonati che si ritrovano - mi pare ogni giovedì, mi pare - per ascolti jazz; e ci sono divanetti, stufe, bicchieri, vodka, patatine, sedie.
Mi omaggia di duplicazioni di cd inediti di chet baker, registrati in altre cantine. qualcosa d’immenso.
prendo la macchina e vado verso firenze, fermandomi prima da mio fratello maggiore, francesco, e poi da mio padre, a san giovanni valdarno. arrivo a terni nel tardo pomeriggio.
domani ho un’intervista fissata a roma con Eugenio Scalfari. ci penso e mi si chiudono gli occhi. è uno dei miei dieci sogni, quelli veri, raccolti, decisi e fissati un tempo che fu. mangio una pizza, senza convinzione.
mi preparo una serie di domande.
ma non mi sembra ancora vero.
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