per le 16.00 ho fissato l’incontro tanto atteso con enrico amatori, co-direttore de Il Turismo Culturale ma soprattutto dispensatore d’espeienza e di consigli utili; all’incotro avevo dato appuntamento anche a elena chiocchia e francesca mancosu, rispettivamente caporedattore e segreteria di redazione della rivista. Abbiamo lavorato per più di tre ore, producendo una serie di riflessioni che saranno concretizzate già nella prossima uscita: ho lanciato l’idea di una forum sul web riservato ai solo collaboratori della redazione che aiuterà a costruire servizi “polifonici”, a più voci, a più mani, affinché il pezzo si faccia più esaustivo e completo.
Lo spunto mi sembra alquanto naturale: abbiamo una rete di collaboratori con cultura e capacità diverse, tra storici, eno gastronomici, esperti d’arte e musica, di turismo e folklore; perché non utilizzare le diverse competenze per poter compilare un pezzo effettivamente completo e ben fatto?
Ho creato altresì una bozza di manifesto editoriale, tutt’ora in fase di costruzione: ne riparleremo.
E poi cena in una trattoria furoi dal tempo, a orte scalo; una folgorazione. A gestirla sono una coppia davvero splendida, anarchica e compagna, che hanno costruito un locale a misura d’uomo, dove non esiste menù (ti offrono ciò che anno), non esiste orario (si mangia tutti assieme a partire non più tardi delle 20.30) e dove la distanza tra proprietà e cliente non esiste. ci sono delle serate dove il proprietario, a fine cena, si fa accompagnare nel canto degli stornelli tipici della tradizione romana. Ci sono due sale, la seconda delle quali s’intitola Novecento e dove la fa da padrona una stampa del noto “Il Quarto Stato” di Pellizza da Volpedo ed un camino gigantesco cinto da salsicce e prosciutti; all’uomo spetta la gestione delle bruschette e della carne alla brace, alla signora la cucina.
Insomma, un locale che potrebbe ospitare la sede della nostra associazione d’idee patafisiche di Padre Ubu.
Una gran bella serata, condivisa anche con Urko e Giacchino, occasione per prodursi nella prima partita a “PADRE PIO E’ MIO”, gioco dell’oca su padre pio che il buon urko mi ha regalato per natale; un vero gioiello kitsch e trash.

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