sulle foto della rivista che non c’è
30 agosto 2006
Una pioggia inverosimile mi ha svegliato e accompagnato alla macchina. La giornata non poteva iniziare peggio di così. Mi son lasciato i sandali ai piedi, per nostalgia d’estate. L’agosto c’è ancora. Ho raccolto Elena sotto casa sua e ci siamo diretti in redazione, sul colle. Il tempo è pian piano migliorato.
Anche oggi mi sono concentrato fortemente sulla rivista che non c’è. Ipotesi di timone, ingombro servizi e rubriche. Abbiamo ragionato sugli spazi. Lo stile pare abbastanza chiaro. Gli spazi, la lunghezza, l’ingombro sono ancora da verificare. La sezione delle news è parzialmente scritta; il taglio è quello giusto, tra divulgazione ed informazione, di poche battute, ma non brevi. Avranno un titolo, saranno gestite all’interno di categorie culturali (musica, arte, teatro, artigianato, sagre, letteratura etc …) e saranno ulterioremente indicizzate per città per garantire una fruibilità maggiore; una lettura anche di tipo geografico oltreché di genere. Con Emanuele, collegato eternamente con messenger, stiamo verificando le prime prove di impaginazione delle news.
Ormai è una piacevole abitudine il pranzo in redazione. Scherzando, abbiamo pensato di segnalare l’area banchetto come “Mensa Editoriale”. Un pranzo da grande ristorante; da casa Chiocchia (Elena) sono arrivate Melanzane alla Parmigiana e Frittata; il tutto, con una focaccina bassa e scricchiola. Di più, è difficile. Il caffé l’abbiamo preso nell’unico bar/pub di Collescipoli.
Oggi pomeriggio abbiamo avuto l’incontro con l’agenzia fotografica che curerà la raccolta fotografica della rivista che non c’è, Atacama; ci siamo chiariti un pò le idee. L’iconografia voglio che sia raffinata, elegante, di eccellente qualità. Non deve riempire il bianco della pagina e non deve servire solamente a chiudere il testo. Non deve servire ma dovrà raccontare come fosse testo. Accanto al testo. Un racconto. Sarà impaginata con rilievi ai margini in cornice, nera o colorata, in funzione del servizio. Ne preferisco poche ma ampie, di respiro a molte in francobolli. Ho previsto una sezione dedicata al reportage, per raccontare senza testo, in silenzio, un viaggio, un evento, una terra.
Vorrei potesse far provare emozioni questa rivista. Informare ed emozionare.
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