Abbiamo bevuto un buon caffè. L’Etna lo si vede un po’ meno abbronciato, oggi, e ci annuncia una bella giornata. Dobbiamo salire ancora un po’, in direzione Messina. Se ne abbiamo la forza, stasera torneremo alla base, a Maurausa (TP). Facciamo i bagagli, e ci rimettiamo in pista; il mare alla nostra destra e l’Etna alle spalle, sulla sinistra.
Taormina: Taormina la si vive da diverse distanze panoramiche. La si scopre già dall’autostrada, immersa in una ricca vegetazione. Per toccarla, occorre faticare un po’; lasciare la macchina in un parcheggio custodito, prendere un bus e farsi lasciare alla prima porta. La gente è tanta, qua. Si vede che Taormina è meta turistica. I negozi sono tanti, fitti, e le donne che guardano dentro hanno poco della Sicilia che abbiamo vissuto in questi giorni; ma sono botteghe per la maggior parte artigianali o d’ospitalità.
Facciamo la strada verso il Teatro Greco. Basta salire poche scale, e ci viene addosso una distanza eterna, un orizzonte sconfinato che arriva ovunque, almeno su di un fianco, quello costiero. C’è anche un pezzo di cielo, ma non è tutto; il suo azzurro sta sopra noi, ma lo sguardo porta sul dorso di questa parte d’isola, sul suo litorale, sulla sua nervatura, così interminabile. Davanti a noi una costa senza fine: baie, porticcioli, piagge, spiaggette e mare a perdita d’occhio, in un prezioso ricamo. In alto, a destra, l’Etna.
La cavea del Teatro Greco, adagiata su questa terrazza celeste, si inserisce in armonia nonostante la sua monumentalità. Scavata in parte nella roccia e cinta da nove cunei, alla sommità dei quali è un porticato, ha un palco con una scena fatta di resti di colonne, archi e mura romane; dietro, quello stesso infinito orizzonte naturale citato prima.
Stanno disallestendo le scenografie di un’opera; tutto è ancora vissuto.
Ci sediamo ad ascoltarlo, sui gradini.
Torniamo al centro di Taormina dove ha inizio Corso Umberto, la principale via della cittadina. Tutto è ben curato, di gusto. Sfiliamo tra bei palazzi e chiese, caffè e ristoranti, fino alla piazzetta con belvedere.
Ci sediamo.
L’Isola Bella: Sotto Taormina abita l’Isola Bella, la sua marina. Scendiamo pochi chilometri prima di raggiungerla. La strada costeggia il crinale della costa; la sua presenza ci appare repentina, di profilo. L’acqua pare di sorgente, la sua forma disegnata. La unisce alla costa un sottile e sottile ramo di rena. Pare d’arte.
luc
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