quale politica?
8 agosto 2006
si è discusso se il lecito, qua in sicilia, paia misurato sulle necessità, non su leggi o regole; sul fatto che su bisogni personali o familiari si riflettino comportamenti.
a tavola, oggi, si è discusso anche di questo.
a dire il vero, sono stato io a provocare il dibattivo tavolareccio, facendo respirare nell’aria il mio fastidio epidermico nei confronti del berlusconismo e di certa sguaiata propoganda razzista leghista. una battuta, per tastare il polso dei miei commensali, giovani e meno giovani, onesti lavoratori e di gran cuore, di una sconfinata generosità e cuore.
l’exit pool mangereccio, con mio stupore, ha fatto prevalere la destra. Ma non la destra moderata: di quella destra che teme la diversità razziale, la destra che vuole la severità della pena, che intende rafforzare il senso del confine e della italianietà; la destra razzistoide e cattolica; quella destra che dice “prodi mortadella”, “rutelli il belloccio”, “vediamo che fa la sinistra”, “i comunisti sono sciatti”, e tante altre cose. quella destra con cui faccio fatica a dialogare perché distante mille anni dai miei anni. dall’anima e dalle budella.
un’aspetto curioso: un popolo abituato da secoli alla diversità delle culture, un popolo abituato da anni all’emigrazione invece che difendere il diritto sociale si offre al privilegio di pochi, facendo emergere al contempo una leggera dose di qualunquismo e razzismo, nei confronti di chi, oggi, lascia il proprio paese non per turismo ma per salvezza.
e poi scopri che la bella marina di marausa che si offre alle Egadi è straziata da una vera e propria cittadina - la marina di Marausa, annuanciata con tanto di cartello - interamente abusiva.
“sono qua da trent’anni; e chi mi deve dire qualcosa?”
che peccato.
anche questa è sicilia.
luc
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