addio lugano bella …

26 luglio 2006

Ho avuto il piacere di conoscere un mio bisnonno, ferroviere; l’altro, minatore, solo tramite immagini fotografiche; aveva un nome curioso, Santi Vanni, che probabilmente stava per Santino.
un mio trisavolo, da parte di madre, padre di mio nonno, fu giornallista anarchico; si chiamava Federigo Federighi.
Una figura che, seppur lontana nel tempo, ha sempre vissuto nei ricordi familiari.
L’ho conosciuto su di un cartone rigido malmesso, una foto che ritorna a me appena chiudo gli occhi.
Una presenza forte, umana. Un folle eroe romantico.
Viveva, sognava, scriveva e cantava.

“addio lugano bella, o dolce terra pia,
cacciati senza colpa
gli anarchici va via
e partono cantando, con la speranza in cor
e partono cantando, con la speranza in cor”

Assieme ad altri, questo è stato il canto anarchico più suonato da mio padre, ed oggi da me e mio fratello.

Oggi sono a Lugano e di Bakunin non c’è traccia, in questo parco che cinge il Lago cittadino; sono qua, all’ombra a mangiare un boccone; a scrivere questo post e a canticchiare.

luc

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